DMIN

Digital Media in Italia

 

 

Domande frequenti (FAQ)

 

  1. Che cos'è Digital Media in Italia?

  2. Quali sono gli obiettivi di dmin.it?

  3. Serve davvero dmin.it?

  4. Chi fa parte di dmin.it?

  5. Come si fa a partecipare a dmin.it?

  6. Come si fa a raccontare in poche parole l'approccio dmin.it?

  7. Quali sono i risultati principali finora raggiunti da dmin.it?

  8. Il DRM non ha una cattiva reputazione?

  9. Non vi pare di star imponendo degli obblighi troppo forti?

  10. Come si può imporre l'iDRM ad un sito web all'estero?

  11. Mi dà qualche esempio in cui iDRM di gestione è utile?

  12. Che relazione c'è tra iNet e la neutralità della rete?

  13. Perché avete incluso iPay nella vostra proposta?

  14. Che senso ha proporsi di far pagare i contenuti oggi?

  15. Perché avete costituito il gruppo dmin.action?

  16. Avete qualche esempio significativo di realizzazione?

  17. Perché volete costituire dmin.autori?

  18. Che cosa vi proponete di fare adesso?

  19. Come si fa a partecipare alle decisioni prese da dmin.it?

 

  1. Che cos'è Digital Media in Italia?
    Digital Media in Italia (dmin.it) è un gruppo interdisciplinare, aperto, senza scopo di lucro, costituitosi nel novembre 2005, che si propone di definire aree di interventi che consentano all’Italia di acquisire un ruolo primario nello sfruttamento del fenomeno globale “digital media”

  2. Quali sono gli obiettivi di dmin.it?
    Dmin.it parte dalla considerazione che i digital media sono un'opportunità per l'Italia ma che non esiste per il nostro paese una ricetta per sfruttare questa opportunità. Anzi, il nostro paese ha seri handicap per svolgere un ruolo significativo in questo campo

  3. Serve davvero dmin.it?
    dmin.it parte dalla considerazione che molti vantaggi offerti dai digital media rimangono potenziali perché le tecniche numeriche possono alterare in modo così sostanzale i ruoli tradizionali e le modalità operative delle catene del valore da vanificare tali vantaggi. Ed infatti i tentativi fatti negli ultimi 10 anni da molti operatori per innovare le catene del valore dei media sono per lo più falliti e le catene del valore digitali di oggi assomigliano spesso a vecchie catene analogiche rese digitali grazie all’uso di tecniche di protezione basate su tecnologie proprietarie. Anche nuove promettenti metodologie aperte di distribuzione quali le licenze Creative Commons stentano a mostrare il loro potenziale innovativo. Il risultato è quindi un mercato “apparente” assolutamente anemico mentre il mercato “sommerso” è maggiore dell'altro di molti ordini di grandezza. I tentativi di aumentare la pressione punitiva non hanno finora – e dmin.it non si aspetta che l’abbiano in futuro – alcun effetto misurabile, senza contare il pericolo di interventi lesivi di libertà fondamentali.

  4. Chi fa parte di dmin.it?
    Uno spaccato della realtà sociale italiana. Ci sono dipendenti e dirigenti di aziende, imprenditori, cittadini comuni. I partecipanti a dmin.it mettono a disposizione le proprie competenze, visioni ed esperienze a titolo personale, pertanto la loro azione non impegna in alcun modo le aziende e le organizzazioni all’interno delle quali i singoli partecipanti operano. 

  5. Come si fa a partecipare a dmin.it?
    La partecipazione è libera a tutti coloro che condividono gli obiettivi di dmin.it. La partecipazione al riflettore email di dmin.it è stata finora lasciata libera a tutti

  6. Si può raccontare in poche parole l'approccio dmin.it?
    dmin.it propone un punto d'incontro tra le esigenze dei diversi attori delle catene del valore dei contenuti che rispetti da una parte il desiderio dei due estremi, autori e consumatori, di poter accedere facilmente alla distribuzione e dall'altra degli operatori che desiderano adottare in tutta libertà le tecnologie ritenute utili da loro. dmin.it propone quindi che ci siano
    - Un formato per la distribuzione controllata di digital media (iDRM) che dà la possibilità non solo agli attori tradizionali delle catene del valore ma anche agli autori, compositori, esecutori, interpreti e produttori di attuare nuove forme di distribuzione che possono andare dalle licenze Creative Commons alla protezione dei contenuti, ed abilita anche modalità radicalmente nuove quali i sistemi di compensazione alternativa (ACS). Il formato permette anche al consumatore di utilizzare tutti i contenuti pubblicati in Italia senza essere obbligato ad avere ad esempio un player di musica o un set top box specifico del fornitore di servizio.
    - L'accesso aperto alle reti a larga banda (iNet) che dà la possibilità a tutti di diventare fornitori di digital media perché tutti possono accedere a tutti i contenuti forniti
    - Un sistema di pagamento e incasso a punti (iPay) che permette a tutti, fruitori compresi, di monetizzare i propri contenuti e servizi o remunerare quelli di altri utilizzando la flessibilità del formato e l’accesso aperto alle reti a larga banda.
    dmin.it propone però che il formato, l'accesso el il pagamento/incasso da esso proposto sia utilizzato in aggiunta, non in sostituzione a quanto scelto dagli operatori

  7. Quali sono i risultati principali finora raggiunti da dmin.it?
    dmin.it ha definito:
    - Scenari d’uso che descrivono 10 scenari d’uso innovativi abilitati dalle 3 componenti iDRM, iNet e iPay
    - Requisiti che contengono l’insieme dei requisiti che sono essere soddisfatti dalle 3 componenti iDRM, iNet e iPay
    - Specifiche tecniche del sistema di iDRM che fa riferimento alle specifiche tecniche adottate da dmin.it
    - Proposta di legge per il supporto legislativo a iDRM che contiene il testo integrale della proposta di legge di dmin.it per supportare l’operatività delle tecnologie iDRM
    - Governance del sistema iDRM che contiene le regole di governance del sistema iDRM
    - Specifiche tecniche del sistema iNet che riporta le specifiche tecniche del sistema iNet
    - Proposta di legge per il supporto legislativo a iNet che contiene il testo integrale della proposta di legge di dmin.it per supportare l’operatività delle tecnologie iNet
    - Governance del sistema iNet che è destinato a contenere le regole di governance del sistema iNet
    - Specifiche tecniche del sistema iPay che riporta le specifiche del sistema iPay
    - Proposta di legge per il supporto legislativo a iPay che è destinato a contenere il testo integrale della proposta di legge di dmin.it per supportare l’operatività del sistema iPay
    - Governance del sistema iPay che è destinato a contenere le regole di governance del sistema iPay
    - Esempi di realizzazione pratica della proposta dmin.it che dà alcuni esempi dimostrativi e sperimentali in corso di realizzazione per verificare l’adeguatezza delle tecnologie adottate e la loro capacità effettiva di rispondere ai requisiti

  8. Il DRM non ha una cattiva reputazione?
    Sì, e meritata. Com'è possibile che uno comperi una canzone da un sito web e non possa sentirla dove vuole? O vedere la partita solo su un decoder particolare? Ma dmin.it non propone una soluzione DRM in cui il venditore o il fornitore di servizio possa imporre il proprio dispositivo di fruizione. dmin.it propone che ci sia una tecnologia che permetta al consumatore di accedere in modo trasparente a tutti i contenuti pubblicati in Italia ed all'autore di distribuire in modo non costoso i propri contenuti in Italia. L'unico obbligo è imposto all'operatore che vuole distribuire i propri contenuti con un DRM proprietario, quello appunto che nella domanda ha una cattiva reputazione. Questi deve sì poter distribuire i propri contenuti con il proprio DRM, ma deve attuare in parallelo una distribuzione in iDRM, in modo tale da permettere a tutti i cittadini di accedere a tutti i contenuti pubblicati in Italia con il dispositivo di loro scelta acquistabile dal libero mercato.
    Ma c'è ancora un aspetto che viene troppo spesso sottovalutato. La "M" di DRM sta per "Management", cioè "gestione" e quindi non protezione. iDRM permette la protezione perché questa è una realtà del mercato, ma permette anche di attuare forme di distribuzione più "leggere", ad esempio con licenza Creative Commons espressa in un linguaggio comprensibile da un calcolatore. Questa possibilità offerta da iDRM amplifica il potenziale di valorizzazione delle forme di distribuzione "leggere".

  9. Non vi pare di star imponendo degli obblighi troppo forti?
    Non direi. dmin.it propone un unico obbligo al mercato attuale: di  distribuire anche in iDRM i contenuti distribuiti in un DRM proprietario. Questo significa la creazione di un mercato parallelo con il vantaggio di
    - permettere a tutti di accedere a qualsiasi contenuto pubblicato in Italia
    - facilitare agli autori l'accesso alla distribuzione grazie alla possibilità di essere ripagati
    - permettere agli operatori che basano il loro business sull'interoperabilità di agganciarsi alle catene del valore
    La proposta dmin.it non pone obblighi agli autori/compositori/esecutori/interpreti/produttori di pubblicare le loro opere in iDRM, non pone obblighi ai costruttori di fabbricare e vendere dispositivi iDRM, così come non pone obblighi ai consumatori di dotarsi di apparati iDRM o fruire di contenuti iDRM

  10. Come si può imporre l'iDRM ad un sito web all'estero?
    In Italia (e negli altri paesi) esistono moltissime leggi sulla commercializzazione di beni o servizi che impongono a chi voglia operare in Italia (pur muovendo da un diverso Paese) di uniformarsi a particolari obblighi, ad esempio, di confezionamento, informazione ai consumatori, diritto di recesso ecc... Le regole sulla commercializzazione dei prodotti prescindono dal luogo di stabilimento del produttore/distributore e costituiscono un'ordinaria forma di esercizio della attività normativa in ogni Paese.

  11. Mi dà qualche esempio in cui iDRM di gestione è utile?
    - Se posso identificare in modo univoco ed a costi bassissimi ogni contenuto ed ho una modalità per attaccare tale identificativo a tale contenuto, ho la possibilità di sapere quanto il mio oggetto si distribuisca sulla rete
    - Se posso mettere nel mio oggetto digitale un puntatore al mio server di licenze perché chi vuole usarlo possa scaricarsi la licenza (gratuita ma senza enforcement) posso sapere quanto successo ha il mio contenuto. Posso anche attuare forme di remunerazione volontaria come quella diventata famosa dei Radio Heads
    - Se posso mettere una richiesta di invio ad un server dell'informazione di "play" di ogni contenuto posso attuare un Sistema di Compensazione Alternativo (ACS)

  12. Che relazione c'è tra iNet e la neutralità della rete?
    iNet dà meno di quanto richiedono i sostenitori della neutralità della rete, così come iDRM è meno dell'abolizione sic et simpliciter della protezione dei contenuti, ma sono ambedue passi avanti. Per questa ragione dmin.it ritiene che iNet sia più facilmente realizzabile anche perché stimola gli operatori a valorizzare le loro eventuali offerte proprietarie al di là del semplice modello di "walled garden"

  13. Perché avete incluso iPay nella vostra proposta?
    dmin.it vuole abilitare modelli che oggi sono concepibili ma irrealizzabili perché coinvolgono valori monetari troppo piccoli per cui i sistemi di pagamento, anche fisici, sono troppo onerosi. Ad esempio alcuni trovano inaccettabile il costo del singolo brano musicale su CD, ma anche della maggior parte dei siti online, diciamo 1
    €,  perché essi desiderano ascoltare moltissima musica una volta sola. Anche il valore dei contenuti "long tail" è troppo piccolo per essere trattato con le modalità che andavano bene una volta con i contenuti "premium"

  14. Che senso ha proporsi di far pagare i contenuti oggi?
    L'obiettivo di dmin.it non è quello di "far pagare" ma di dare la possibilità a chi oggi crea e, nella maggior parte dei casi, non ha la possibilità di ottenere un beneficio dalla sua capacità  e dai suoi sforzi di creare, di avere gli strumenti per farlo. dmin.it non dà e non può dare nessuna garanzia che un autore avrà la sua remunerazione.
    È utile però osservare che nel caso di "contribuzione volontaria" al gruppo Radio Heads di cui si è molto parlato è probabile che i maggiori beneficiari dell'operazione siano stati gli operatori delle carte di credito

  15. Perché avete costituito il gruppo dmin.action?
    dmin.it è ben conscio della complessità del sistema da esso proposto sia per ragioni tecniche, e cioè la necessità di integrare le tre tecnologie di iDRM, iNet, iPay, sia per ragioni normative in quanto si richiedono alcuni, anche se non molto profondi, interventi legislativi ed operativi, dal momento che i sistemi necessitano di una governance che dmin.it propone sia gestita dalle parti in causa.
    Con la disponibilità del codice Open Source Chillout dmin.action prepara applicazioni di valore sia dimostrativo sia sperimentale per permettere alla comunità dmin.it di cominciare a “sperimentare” su larga scala le implicazioni di iDRM e di pagamento elettronico per i digital media.
  16. Avete qualche esempio significativo di realizzazione?
    In soli 6 mesi il gruppo dmin.action ha lavorato sui seguenti temi
    - p2p iDRM con l'obiettivo di realizzare lo scenario di distribuzione di contenuti iDRM su una rete p2p2
    - VHS 2.0 con l'obiettivo di Realizzare un sistema di PVR in rete con contenuti governati iDRM dall'ingestion al consumo utilizzando Chillout
    - idDRM con l'obiettivo di realizzare un sistema basato su Chillout per la gestione del ciclo di vita di documenti Open Office editati in modo collaborativo da un insieme di utenti
    - iIPTV con l'obiettivo di realizzare un head end di IPTV utilizzando il codice Chillout
    - ipDRM con l'obiettivo di realizzare dispositivo di consumo mobile Chillout utilizzando un Nokia 800 (Linux Versione Maemo)
    - Porting di Chillout su STB con l'obiettivo di realizzare un apparato di fruizione usando un PC Linux in C++ gcc4 compliant con Chillout
    - Sistema di suggerimenti con l'obiettivo di realizzare un sistema di suggerimenti per digital media
    Di questi sono stati parzialmente realizzati p2p iDRM e VHS 2.0. I codice si trova sul SVN di dmin.it
  17. Perché volete costituire dmin.autori?
    Nell'incontro del 17 dicembre 2007 dmin.it ha deciso di costituire il gruppo dmin.autori con l'obiettivo di
    - Diffondere i modelli e le possibilità offerte da dmin.it agli autori, esecutori, interpreti e produttori ed altri potenziali interessati
    - Veicolare verso dmin.it le proprie esperienze ed esigenze per opportuna considerazione
    - Contribuire, ove possible, contenuti per le sperimentazioni di dmin.action

  18. Che cosa vi proponete di fare adesso?
    Per il 2008 dmin.it conta di lavorare sui seguenti temi
    - Completamento di piccole parti della proposta
    - Studio delle implicazioni pratiche derivanti dalla proposta dmin.it
    - Vari sviluppi e sperimentazioni di dmin.action
    - Sostenimento delle attività, specie realizzative e sperimentali, di dmin.it
    - Investigazione dell’uso di metadati per fruizione potenziata
    - Costituzione di dmin.autori

  19. Come si fa a partecipare alle decisioni prese da dmin.it?
    Ad una certa data una persona è "partecipante" a dmin.it e quindi con la capacità di contribuire a prendere decisioni a nome di dmin.it durante un incontro debitamente annunciato, se è stato fisicamente presente ad almeno due incontri negli ultimi 12 mesi.